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AimarNotizie a cura di Daniela d'Isa

Convivere con Mr.Park a 39 anni e neanche tanto male

24.03.2018

Copertina libro

Gli occhi azzurri di Mario ti scrutano per vedere come si reagisce di fronte ad un parkinsoniano che non trema.

Allora che malattia di Parkinson ha?

“Avevo 39 anni e tutto dalla vita: un lavoro di direttore vendite di una multinazionale, una bimba piccola e una moglie. Foto Mario

Fu proprio lei a farmi notare che camminando buttavo una gamba un pochino da una parte.

Ho fatto fisioterapia, risonanze, finchè un neurologo mi prescrisse un datscan per escludere eventuali malattie neurodegenerative”. Invece la diagnosi arriva come una staffilata: “Parkinson”.

Mario Vegliante è così diventato uno dei trentamila italiani che si ammalano in Italia prima dei quarant’anni (250.000 in tutto nel nostro Paese e 12 milioni nel mondo) perché il Parkinson non è solo una malattia delle persone anziane.

In pratica causa la progressiva morte dei neuroni che producono dopamina, il neurotrasmettitore che controlla i movimenti.

Ci sono però tanti tipi di Parkinson, ad esempio Mario ha quello che induce rigidità e non tremori, quindi si vede meno, ma naturalmente gli provoca una quantità di fastidi e dolori non indifferenti, specie quando in una giornata ci sono dei “buchi” tra un’assunzione e l’altra di levodopa, un farmaco essenziale per la terapia contro il Parkinson.

Eppure Mario è una creatura solare.

Ti racconta che nel giro di poco tempo ha perso lavoro e moglie (che per di più si è portata a vivere all’estero la loro amatissima figlia) ma te lo dice senza piagnistei e senza rancore (ma come fa?).

“Ci tengo a far sapere che si può vivere con il Parkinson anche benino: io faccio molte cose, dopo 9 anni dalla diagnosi guido perfettamente la macchina e dopo aver subito una delle conseguenze che molti ignorano dei farmaci antiparkinson, cioè la ludopatia (ho perso tanti soldi prima di rendermene conto) ho deciso di scrivere, la scrittura è un’ottima terapia”.

E’ nato così “La mia vita e Mr.Park”, un libro che si legge tutto di corsa tanto appassiona, in cui Mario si racconta con leggerezza e proprietà di linguaggio, intervallando suoi scritti poetici e sue foto.
E’ fondamentale infatti il modo con cui si affronta la malattia (non solo il Parkinson) per vivere una migliore qualità della vita e viverla più a lungo.
Ieri Mario ha presentato il suo libro a Roma, allo Spazio Veneziano, alla presenza di tanti amici o semplici curiosi, aiutato da Maria Giovanna Faiella, giornalista del “Corriere Salute”, Nicola Modugno, neurologo e direttore del centro Parkinson e Disturbi del Movimento I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) : “Spesso si hanno delle paure immotivate che portano alle disgregazioni familiari che potrebbero essere evitate- ha detto Modugno- e noi neurologi non bisogna semplicemente prescrivere dei farmaci, dobbiamo essere delle guide per i nostri pazienti”.

Con loro Filippina Santoro, presidente dell’associazione di pazienti Parkinson Parthenope e Consigliere del Comitato Italiano Associazioni Parkinson : “Faccio un appello ad altre associazioni: uniamoci, mettiamo insieme esperienze, facciamoci conoscere, miglioreremo la nostra vita e di coloro che ci stanno accanto”.

 

 

 

 

 

Prossimi incontri

Settembre 2018

MILANO - MAR e problematiche spinali

SETTEMBRE22Sabato

Milano: Aula B – Policlinico Mangiagalli – Via della Commenda, 10 – Milano
Orario: 15:00

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 Video 20 anni AIMAR a San Cerbone

Ultimo aggiornamento sito:
21/05/2018


 

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