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Audizione del Ministro Lorenzin sui nuovi LEA

11.05.2017

Aimar con Ministro Lorenzin

 

Il Presidente dell’ AIMAR Dalia Aminoff (quarta da sinistra) insieme a Luigi Cecere del Consiglio Direttivo (primo da destra in piedi) hanno partecipato ieri, 10 maggio, insieme ai rappresentanti delle associazioni FAVO, FISH, FAIP, AISOM, FINCOOP, AILAR e SENIOR ITALIA FEDERANZIANI, all’audizione che il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (al centro della foto con la giacca a fiori) ha concesso loro in tema di nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

 

A conclusione dell’incontro il Ministro si è impegnato ad emettere apposito comunicato stampa in cui viene ribadito l’impegno a recepire le richieste delle associazioni; in virtù della Convenzione ONU sulle persone con disabilità si è impegnata ad inserire nella “Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei LEA” i rappresentanti delle Associazioni federate (FISH/FAVO/Federanziani) e ad emettere una circolare esplicativa in merito alle persone incontinenti e stomizzate sulla “non obbligatorietà” di essere riconosciute invalidi civili per poter essere destinatari degli specifici presidi di cui abbisognano.

 

Tra i temi trattati nell’audizione si è rilevato che ogni anno si spendono in Italia non meno di 700 milioni di euro in pannoloni, presidi per stomie e cateterismo, di contro non è previsto un “Audit Civico” da parte degli utilizzatori; si è ribadito il diritto ad una soluzione assistenziale appropriata (“appropriatezza prescrittiva”); è stato richiesto di  attivare la promozione di una cultura d’ascolto attivo dei pazienti e delle associazioni che li rappresentano nella definizione del nomenclatore regionale, nella scelta dell’insieme delle aziende accreditate e nel monitoraggio dell’appropriatezza e qualità del servizio offerto. Inoltre, non è affatto vero che tutte le persone anziane colostomizzate e con ernia peristomale o prolasso non possano irrigarsi, di conseguenza è necessario interagire da caso a caso,  agendo, ancora una volta, con “appropriatezza prescrittiva”; si è rilevato ancora che per incontinenti e stomizzati dai nuovi LEA sono spariti i cinque giorni lavorativi per ottenere dalle ASL i dispositivi medici. Come potrà un paziente in dimissione ospedaliera ottemperare ai suoi bisogni essenziali senza neppur aver ottenuto i pannoloni? Riguardo a questi ultimi sono inoltre spariti dai LEA gli standard d’assorbenza e di conseguenza ogni azienda di settore è libera di fornire quello che crede. E’ utile rimarcare che una minore assorbenza comporta un maggior consumo di pannoloni e di conseguenza un maggior danno ambientale.

 

E ancora: i pazienti colostomizzati nella stragrande maggioranza dei casi, a causa dell’intervento chirurgico hanno ernie peristomali, pertanto la “panciera” deve essere prescrivibile in fase “preventiva” e non solo quando il paziente ha ormai il prolasso o l’ernia; addirittura nel testo dei nuovi LEA si parla di “condom per urine” (che tecnicamente parlando andrebbe definito “catetere esterno”) che potrebbe essere anche in “lattice”. Si rileva che il lattice per legge è vietato, che alle persone allergiche l’uso potrebbe provocarne anche la morte e potrebbe, in caso di utilizzo prolungato, trattenere virus e batteri in quanto caratterizzato da una alto grado di porosità. Infine, onde evitare spreco di danaro pubblico bisogna sancire (Ministero dell’Economia e Finanze) che per i pazienti ricanalizzati, deceduti o che per mille motivi non utilizzano più i dispositivi medici contro l’incontinenza (pannoloni, traverse, cateteri, sacche, placche, etc.), tali ausili devono essere recuperati e riciclati dalle Aziende sanitarie locali, purché conservati in confezioni integre e non manipolate. Altrettanto si può dire per le protesi motorie, grazie alla sanificazione da parte di aziende specializzate ed individuate con appalto pubblico.

 

Nel corso dell’incontro è stata denunciata al Ministro Lorenzin la profonda disomogeneità di procedure ed atteggiamenti ASL sul territorio nazionale nella fornitura di presidi indispensabili, non risolte dai competenti uffici regionali e la disapplicazione da parte delle Commissioni Mediche della specifica normativa che esenta i pazienti con malformazioni congenite (ad esempio  MAR) dal sottoporsi a visite di controllo ulteriori e dalla produzione di nuova documentazione sanitaria a sostegno dell'acquisita invalidità, con notevole stress emotivo e dispendio di energie.

 

Chi interessato volesse maggiori  informazioni può chiamare lo 080.5093389 (ore 9 – 14 giorni lavorativi)

 

 

  

 


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Ultimo aggiornamento sito:
16/10/2017


 

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