“Alle donne con disabilità è negata la sessualità, non se ne parla nemmeno”. Così Marino D’Angelo, presidente dell’associazione di promozione sociale “Abili oltre”, ha aperto a Roma il 14 maggio una interessante serata contro la violenza e le molestie sessuali sulle donne con disabilità dal significativo titolo “ Mi merito un amore!”.
Nel nostro pianeta – secondo Abili Oltre – le donne con disabilità sono stimate in 300 milioni, il 10% della popolazione mondiale. Nell’Unione Europea, la stima è pari ad almeno 40 milioni, cioè il 16% delle cittadine dell’Unione stessa. Tra queste, si ritiene che il 40% subisca violenza, ma un’ulteriore ricerca stima invece attorno all’80% la percentuale di donne con disabilità vittime di violenza e per lo più, purtroppo, si tratta di violenze perpretate nel ristretto ambito della famiglia.

Marino D’Angelo e Adriana Pannitteri

Tra gli interventi, tutti coordinati da Adriana Pannitteri, giornalista del TG1, dopo i saluti di Sabrina Alfonsi, presidente del 1° Municipio di Roma Capitale, quello dell’italianista Stella Fanelli ha ricordato lo stretto rapporto tra l’arte e la disabilità, dalla sordità del grande pittore spagnolo Francisco Goya a quella di Beethoven, dalle turbe mentali gravi di Van Gogh a quelle di Ligabue. Nella letteratura Fanelli ha ricordato il personaggio di Marianna Ucria, uscito dalla penna di Dacia Maraini (bellissimo il suo “La lunga vita di Marianna Ucria”), immerso nell’arretratezza della Sicilia della prima metà del Settecento, che più di ogni altro racconta la violenza nei confronti di una bambina. Marianna, appartenente ad una grande famiglia palermitana, ad appena sei anni, viene stuprata dallo zio cui poi a tredici, diventata muta per lo spavento subito, verrà addirittura data in sposa. “Contrariamente alle tante storie di donne che la cronaca quasi ogni giorno ci racconta- ha concluso Fanelli- Marianna si salverà e da sola, attraverso l’arte e in più farà in modo di ‘meritarsi un amore’”. Se per Giuseppe Roma, presidente della Rete Urbane delle Rappresentanze, “ la disabilità raddoppia la possibilità di subire violenze, spesso anche dai propri terapisti”, per Silvia Cutrera, vice presidente Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) bisogna procedere ad una raccolta dati sulla realtà italiana ed educare i bambini fin dalle scuole elementari al giusto approccio con chi è diversamente abile. E a proposito di educazione, Pietro Folena, oggi presidente della Società Autori d’Italia, ha lanciato il concorso giovanile sulla relazione amorosa del terzo millennio “ Mi merito un amore!”,che riguarderà letteratura, arte, fotografia coinvolgendo i ragazzi nelle scuole medie superiori di tutta Italia: “Osservando la realtà giovanile attraverso i miei tre figli -ha dichiarato Folena- ho constatato quanta fragilità c’è in queste giovani generazioni e quanta gentilezza in più ci vuole. Penso all’uso improprio ad esempio di whatsapp, al formarsi di branchi digitali. L’Italia è il Paese occidentale con il maggior numero di telefonini, mentre scema sempre di più la propensione alla lettura di libri e giornali”. Si è parlato infine di una campagna di art fundraising: una ventina di artisti, capeggiati dal principe italiano delle percussioni Tony Esposito, e coordinati da Teresa Coratella, ha donato infatti il proprio talento creativo disegnando delle t-shirt che finanzieranno, appunto, una campagna di sensibilizzazione sulla violenza sulle donne con disabilità. Per acquistarle inviare una mail a abilioltre@gmail.com

Lidia Gattini, Marino D’Angelo e Pietro Folena