Dopo l’approvazione del Garante dei diritti delle persone con disabilità il 31 dicembre 2024, volentieri riportiamo l’interessante articolo di Anna Fabi su PMI.it del 19 febbraio 2026 che illustra le novità del CDM del 18 febbraio 2026
“Via libera definitivo al Garante nazionale per le persone con disabilità. Uno scudo per le famiglie e i caregiver contro abusi e assistenza negata.
Arriva un nuovo scudo istituzionale per proteggere i cittadini più fragili da soprusi, discriminazioni e disservizi. Con l’approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026, il Governo ha varato il decreto correttivo che dota di poteri reali e incisivi il nuovo Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Non è un organo di facciata: la nuova Autorità avrà il potere di entrare fisicamente nelle strutture sanitarie per verificare le condizioni di assistenza e potrà affiancare legalmente caregiver e famiglie con invalidi e disabili a cui vengono negati i diritti fondamentali.
Ispezione e tutele dal Garante per i diritti dei disabili
L’Autorità, istituita in attuazione della legge delega 227/2021, si configura come un presidio indipendente. Il suo scopo principale è garantire l’effettiva applicazione della Convenzione ONU sui diritti dei disabili, intervenendo attivamente laddove le normali tutele, come ad esempio le agevolazioni previste dalla Legge 104, non vengano rispettate o trovino ostacoli a livello locale.
Per trasformare questo principio in realtà, l’ultimo intervento legislativo ha rafforzato notevolmente le competenze operative dell’organismo, stabilendo che il Garante ha il preciso mandato di:
- vigilare sulla protezione dei cittadini da qualsiasi forma di sfruttamento, violenza o abuso, contrastando i fenomeni di discriminazione diretta, indiretta o di molestie;
- visitare e monitorare senza preavviso le strutture sanitarie, i centri assistenziali e gli enti che erogano servizi pubblici essenziali, potendo svolgere colloqui riservati sia con le persone ricoverate sia con il personale;
- esprimere un parere obbligatorio (seppur non vincolante) su tutti i regolamenti e i provvedimenti amministrativi di natura generale emanati dalla PA che abbiano un’incidenza diretta sui diritti di chi vive una condizione di svantaggio;
- raccogliere le segnalazioni dirette e richiedere alle amministrazioni pubbliche o ai concessionari di servizi tutta la documentazione necessaria per svolgere indagini d’ufficio;
- agire e resistere in giudizio nei tribunali a difesa delle proprie prerogative istituzionali e per la tutela dei diritti lesi, formulando raccomandazioni per imporre “accomodamenti ragionevoli” idonei a superare le barriere architettoniche e sociali.
LO SCUDO CONTRO LA BUROCRAZIA PER LE FAMIGLIE E CAREGIVER
L’aspetto più dirompente della riforma è la vicinanza territoriale a chi assiste quotidianamente i soggetti fragili. Molto spesso i nuclei familiari si trovano a combattere da soli contro i muri di gomma della burocrazia per ottenere un contributo economico per i caregiver, per l’assegnazione dell’insegnante di sostegno o per la fornitura di ausili medici.
Attraverso i suoi poteri ispettivi e la capacità di interfacciarsi con gli organismi omologhi europei, l’Autorità agirà come un vero e proprio difensore civico specializzato. Dal vaglio delle segnalazioni fino all’azione legale nei casi di inottemperanza da parte degli enti erogatori, le famiglie avranno un canale diretto per denunciare i disservizi e pretendere l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza”.


